martedì 5 marzo 2013

L'amore dietro al pagliaio

Rosa fresca aulentissima, è così che lo spasimante definisce la sua "madonna" nella tenzone di Cielo D'Alcamo, autore vissuto alla corte palermitana di Federico II nella prima metà del 13° secolo ritenuto tra i primi autori della letteratura italiana e così comincia anche a raccontare Tommaso Bigi al museo Le Garavelle sabato sera 2 marzo
Tutti riuniti al focolare ad ascoltare.
Dovevo capirlo subito che questo salto indietro nel tempo in un'epoca in cui per rubare un bacio ci si nascondeva dietro il pagliaio, ci avrebbe inevitabilmente portato a fare i conti con la condizione femminile e il ruolo della donna nella società! Insomma, di ritorno da questa bellissima serata organizzata dalla cooperativa sociale Il Poliedro, mi rimane insieme al fascino per il gusto, le abitudini, i valori di un nostro passato popolare, anche una certa incazzatura ( si può scrivere incazzatura in un blog?) per questa incessante ricerca d'uguaglianza fra uomo e donna anche ( e soprattutto) se si parla di "amore" con la a maiuscola o minuscola che sia!
Ma rapita dall'affabulazione del cantastorie Bigi, non me ne curo inizialmente e mi lascio trasportare dai racconti a Venezia, nell'atmosfera ironica ed erotica della commedia La Betìa di Ruzante.  Anche questa una tenzone d'amore tra il contadino Zillio e la Betìa, dove le metafore, i temi, i toni, le immagini, anziché attingere al mondo dello spirito, dell'angelicato, del paradiso, attingono alla ruspante concretezza contadinesca della materialità quotidiana, al corporale, al sensibile, all'animalesco. Ecco piano piano, ricordando l'Historia de duobus amantibus di Enea Silvio Piccolomini e la incredibile storia del duca Vincenzo Gonzaga e della sua "verga", ci avviciniamo sempre più al tema della serata: l' amore presso il popolo contadino di 100 anni fa. Qualcosa di animalesco. Inutile girarci atttorno, dice Tommaso Bigi, la donna era considerata al pari di una bestia da acquistare al mercato. 
Ma anche in questa situazione di assoggettamento, forse c'era spazio per i sentimenti.
Tommaso ci parla di un amore fatto di sguardi e avvicinamenti alle veglie, sull'aia, alla messa, un amore consumato nella stalla,  nel bosco mentre la donna pascolava le pecore ( ma in questo caso molto spesso era una violenza e la colpa era sempre della donna consenziente), nei campi, e poi più avanti, amore sulla lambretta o nella 500. 
Ma in tempo di guerra o dopopguerra, quando gli uomini emigravano, ci si sposava anche per procura. Moglie e buoi dei paesi tuoi! Non fa una piega! E così a molte donne capitava anche di sposarsi con uno sconosciuto ... neanche presente alla cerimonia!
Veniamo pertanto ai racconti dei matrimoni e di tutta la ritualità che li accompagnava: il fidanzamento, i complimenti ( regali fra parentado), il pranzo rigorosamente preparato dalla sposa, il corredo, la dote, la serenata e poi la gravidanza, il parto, la quarantena. Una vita difficile per la donna! 
Durante la serata ci vengono offerti i confetti, gli zuccherini ( dei dolci a forma di anello fatti con farina, acqua, anice), beviamo il rosolio, osserviamo e ascoltiamo Giuseppina e Francesca, ricamatrici della ditta Busatti, che ci dimostrano il lavoro al tombolo e i loro manufatti pregiati e antichi...ridiamo e scherziamo con gli aneddoti di Tommaso sulle prime notti di nozze, e addirittira arrivano anche due "sonatori" con la fisarmonica, il clima della serata è squisito, si fa dolce e nostalgico ma a me viene una gran tristezza ...perchè non riesco a vedere nessun segno di emancipazione per queste donne di cui abbiamo narrato tutta la serata, per queste che sono state anche le mie nonne
Ma per fortuna una speranza mi arriva, quando Tommaso ricorda cosa portavano con se le donne quando si trasferivano a casa del futuro marito:
il credenzone con il corredo, la macchina da cucire, e la BICI!!! EVVIVA! Finalmente un segno di emancipazione!
La testa mi si riempie di immagini di donne in bicicletta: suffragette, staffette partigiane, eroine che si battono per il diritto di voto e la libertà...fino ad oggi ! Penso alla bambina saudita Wadjda sulla sua bicicletta verde: un film che racconta di un paese dove le donne, ancora oggi, non possono guidare l’auto, votare, lavorare sotto retribuzione, sposarsi senza il consenso del padre. Quasi 150 anni dopo, la bicicletta ancora non ha esaurito la propria forza emancipatrice nei confronti del genere femminile! 
Questa serata al museo Le Garavelle assume il valore di tenere viva la memoria per non dimenticarsi le lotte femminili per ottenere il riconoscimento della piena dignità! Almeno per me questo ha significato e sono orgogliosa di esserci stata!
 

lunedì 28 gennaio 2013

C'era una volta

C'era una volta...alle falde dell'Appennino, ai piedi del monte Giove, lungo le antiche strade di comunicazione tra lo stato Pontificio e il Granducato di Toscana, un mirabile castello, con torri, logge, il giardino, la cinta muraria e quant'altro si addice ad un vero castello.
E c'è ancora...solo che ora è diventato museo di se stesso! un raro esempio di dimora storica quasi integra.
Il castello della famiglia Bufalini ha accolto ieri tanti bambini curiosi, venuti a giocare alle dame e i cavalieri.

Sono le "avventure" della cooperativa Il Poliedro, che da tempi immemori oramai sfida le leggi austere delle varie sopraintendenze ai beni culturali e apre i musei a quei "draghi" dei bambini"!
Questi arrivano in quantità, armati di matite e pennarelli, e pretendono di conoscere ogni angolo del castello! Anche in giardino oserebbero addentrarsi nel labirinto! Fanno un sacco di domande ... impertinenti sulla ricchezza di questi signori Bufalini e si confrontano con essi, hanno l'ardore di dire che la loro cameretta è molto più bella e accogliente di quella del marchese tal dei tali!
Beh ovviamente sto scherzando..ma tante cose ieri mi hanno fatto sorridere durante la visita!
Tante cose mi hanno meravigliato molto positivamente!

Ad esempio, questi ragazzi, che abitualmente partecipano agli eventi organizzati dal Poliedro in giro per musei e città, oramai si conoscono bene tra di loro, sono una tribù! E hanno molta confidenza anche con le operatrici: Elisa, Isabella non hanno più segreti per loro!
Sono attenti ed esperti, riescono a fare connessioni fra quello che imparano da una domenica all'altra, conoscono le regole del gioco, rispettano ciò che hanno attorno e chi hanno attorno! Maneggiano i concetti base di architettura medievale e rinascimentale, se la cavano con le torri, i ponti levatoi, gli scaloni, i loggiati...cos'è un affresco? chiedetelo a loro! Dei, semidei e personaggi mitologici ... li conoscono meglio degli eroi dei fumetti! Stemmi, simboli, allegorie e varie iconografie ve li trovano anche nelle miniature!
Impressionante.

Con la loro leggerezza, interrogano Elisa e Isabella!
Mi piacciono questi bambini curiosi!

Trascorrono due ore, Davide e Olivia ( i miei bambini ) se ne vanno con il loro vestito da dama e cavaliere e con una richiesta: vogliono tornare perchè non hanno visto l'albero parlante! E chissà la prossima volta quali altre storie ci racconterà! 
Clicca sulla galleria fotografica qui sotto per vedere altre immagini.
C'era una volta...castello Bufalini

martedì 22 gennaio 2013

Il fiore dei tempi

A forza di inventarmi ogni volta una domenica diversa per i bambini, sto imparando molte cose nuove anche io e molte curiosità sulla nostra regione.
Ad esempio, quanti sanno che il Barbanera, il più celebre lunario d'Italia, vecchio più di 250 anni, è nato a Foligno ?
La scorsa domenica abbiamo partecipato ai laboratori creativi organizzati da Inartem presso il Museo dell'Olivo e dell'Olio di Torgiano; in occasione della mostra Il fiore dei tempi - l'Italia che cambia negli almanacchi Barbanera ( 1950 - 1980), i bambini hanno lavorato alla realizzazione pratica di un calendario...un pomeriggio dedicato al tempo, grande protagonista, il tempo che passa, quello che torna e che, a chi saprà coglierlo, potrà mettere a disposizione il suo più bel fiore ( citazione. uff. stampa mostra).
L'introduzione al laboratorio è molto affascinante e ci porta indietro nel tempo di 250 anni ( il primo almanacco uscì dalla stamperia folignate nel 1762) e in una dimensione fantastica a metà fra la storia e la leggenda.
Saggio, filosofo e astronomo. Tutto questo si dice di Barbanera. La figura è chiaramente quella del solitario astronomo-astrologo misuratore del tempo che osserva le stelle per dedurre, dai loro ciclici movimenti, il ritmo dell'anno e le previsioni di pratica utilità.
Sempre ritratto con i suoi strumenti di misura: il telescopio e il compasso, tradizione vuole che Barbanera sia veramente vissuto a Foligno. Cresciuto in una numerosa famiglia, andò giovanissimo a studiare in convento. Ben presto però, spinto da una forte vocazione eremitale, lasciò la vita monastica per isolarsi e dedicarsi alla contemplazione del cielo. D'altro canto già in epoca medievale prima di lui altri, negli stessi luoghi, si cimentavano nella lettura del..futuro...vivendo fra i monti ( da cui la denominazione Monti Sibillini), più stregoni però che scienziati come era invece Barbanera.

La costruzione del nostro calendario procede dopo altre evocazioni sulla luna e le sue fasi, l'arte del coltivare, le feste pagane e religiose, l'alimentazione e qunt'altro gravita attorno al concetto di tempo.

Io seguo le fasi della lavorazione in cui si cimenta Giosuè...
ma la testa mi rimane su questa storia:
Uscito dalla stamperia di Pompeo Campana, con la bisaccia stretta al corpo, il venditore raggiunse con passo rapido Piazza Grande. Brulicante di gente, la Piazza accoglieva quel giorno i banchi della Fiera di Santo Manno. Era il 15 settembre del 1761. Tra mercanzie di ogni genere, broccati e monili,  l'ambulante decise di attendere il momento migliore per tirare fuori quel carico per lui tanto prezioso. Una giornata calda e limpida aveva infatti spinto compratori e curiosi, di Foligno e di fuori città, a trascorrere alla fiera le prime ore del mattino. La campana della Cattedrale batté le dieci. All'ultimo rintocco un richiamo attraversò l'aria: Barbanera! Barbanera di Foligno! Santi, fiere, tempo e lune. E per tutti, il Discorso generale del famoso Barbanera, per l'anno 1762"…

lunedì 30 gennaio 2012

Ricette ..anti crisi?!

Venerdì 27 gennaio ho partecipato al corso "La cucina al tempo della guerra" organizzato dalla Coopeartiva Sociale Il Poliedro nell'ambito di Percorsi d'Inverno.

Mi piace iniziare questo racconto di un pomeriggio davvero diverso…presentandovi i personaggi con cui abbiamo fatto un salto a ritroso nel tempo e molti in avanti! Poi vi spiegherò perche…



Per prime: Antonella e Gabriella, artefici dell’iniziativa, socie della cooperativa il Poliedro..padrone di casa! Eh sì perché proprio in una casa ci troviamo…veramente sarebbe un museo ma non sembra proprio…è una casa colonica vera, di cui Gabriella è la “custode” di quella che un tempo era una splendida economia domestica! Siamo a Garavelle a 1 Km da Città di Castello. La casa è completamente arredata, piena di attrezzi, piena, direi, di vita! Arriviamo in anticipo ma un bel fuoco acceso già ci attende e possiamo pure guardarci un po’ intorno!
Antonella arriva carica di oggetti, quelli che dovrebbero servirci per il corso di cucina! La aiutiamo a trasportarli sbirciando fra le cassette..ma … non riconosciamo niente di familiare per cucinare: perché ha una cassa intera di quotidiani? Perché c’è un cuscino, una cassa di legno? Un computer? Bah…
Ecco che arriva il cuoco…eh lo riconosco! Indossa inconfondibili pantaloni pie di pull…in un battibaleno mette in subbuglio la grande tavola della cucina e la riempie di altri oggetti, Claudio Facchi ( il cuoco) si prepara per l’arrivo dei partecipanti..che ad uno ad uno sbucano dalla porta di casa. L’atmosfera è rilassata, un sole bellissimo penetra dalle finestre, le persone sono perfettamente a loro agio sembrano aver frequentato questa casa … da sempre! Insomma non si sentono a disagio…il fuoco nel grande camino facilità i primi approcci fra i partecipanti … l’attenzione cade su un signore che ha già iniziato a raccontare storie del passato, storie della casa, del contado! Scoprirò dopo che questo “cantastorie” è Tommaso Bigi, proprio il direttore del Centro Garavelle! Incontenibile esperto della civiltà contadina!

Poi ci siamo noi i partecipanti al corso! Siamo una decina di curiosi, facce simpatiche, sorridenti, parlata “castelena”…tranne io e Michele che però veniamo facilmente adottati da queste belle “mamme e figlie” del posto!
Allora iniziamo la dimostrazione!
Claudio tira fuori una vecchia rivista e una tessera annonaria..e ci introduce così nell’Italia fascista post ’39, un’ Italia agricola, povera, in cui la figura della donna rappresentava la roccaforte del focolare domestico. Tempi pre e durante la seconda guerra mondiale, duri sotto tutti i punti di vista dove sacrifici e rinunce erano all’ordine del giorno. Tempi in cui l’olio di lino non si usava certo per lucidare il cotto, il sale non si buttava per le strade, la carne era razionata solo la domenica e nemmeno le parature venivano gettate, le pentole non si lavavano e i condimenti si riusavano.
La guerra aveva portato grandi privazioni, ma anche grandi invenzioni e quelle che Claudio va per illustrarci non sono certo ricette da corso di salvataggio, ma sicuramente ci insegnano a riappropriarci del senso vero delle cose, a fare risparmio e riuso in tempi come i nostri di nuova crisi, inoltre ci insegnano a non sprecare energia e a tenere l’attenzione sulla vera qualità dei cibi.
Cardine della cucina di guerra era il pane, modesto ma versatile, con il pane si preparavano piatti energetici e a poco prezzo.
Così durante il pomeriggio ci accingiamo a realizzare tre ricette “autarchiche” così come vengono dette:
La micca, il pantrito e lo stufato. 
Cuciniamo per 15 persone con 14 euro di materia prima. Senza usare energia elettrica. 
Beh…in realtà consumiamo elettricità per ascoltare le “canzonette” del tempo che ci fanno da sottofondo e che girano su un Mac…appoggiato sulla madia!
Mentre assistiamo alla dimostrazione, Claudio ci racconta di borsa nera, di sofisticazioni alimentari antiche e moderne, di chimica e fisica in cucina, sfata tanti luoghi comuni sull’alimentazione e inevitabilmente …anche noi cominciamo ad attingere alla memoria, ai ricordi dei nostri nonni e padri e raccontiamo aneddoti, testimonianze di vita vissuta, esce fuori una situazione per cui chi viveva in campagna rispetto a chi viveva in città aveva sempre da salvarsi dalla carestia, oggi invece se le industrie alimentari smettono di produrre, dopo 5 giorni la società occidentale non ha più di che mangiare! Ecco perché vi dicevo fare questo salto indietro nel tempo…ci ha permesso di andare avanti! Il tema della decrescita sostenibile..non è qualcosa che va di moda, ma una via d’uscita che ciclicamente si presenta.
L’esperienza più curiosa del pomeriggio è stata sicuramente la cucina dello stufato dentro una cassa di legno riempita di palline di carta isolante.
Una tecnica ingegnata negli anni delle guerre dalla dottoressa – cuoca Petronilla per risparmiare 500 ore di energia! I suoi consigli tornano utili anche oggi: un tempo sicuramente eccezionale! Il nostro tempo in cui se si fermano gli autotrasportatori rimaniamo senza cibi nei supermercati, il mercato agricolo-alimentare è completamente distorto, la crisi energetica la sperimentiamo ogni giorno, la produzione di troppi rifiuti ci renderà la vita impossibile anche sulla Terra!
In pratica per cuocere uno stufato di carne, invece di sprecare 3 ore di cucina a gas, bastano 15 minuti e poi basta inserire la pentola in un sacco dentro una cassa di legno isolata da giornali, un centinario di piccole palline di carta di giornale e un cuscino grande a coprire. In 3 ore si fa da solo! Il calore accumulato in 15 minuti, non disperso, viene rilasciato gradualmente e cuoce tutti gli ingredienti! Claudio ci insegna che possiamo cuocere così anche la pasta ...in molto meno tempo o che addirittura potremmo cucinare con la lavastoviglie e qualcuno già lo fa!
E così via, continuiamo fra arte di arrangiarsi e consigli nutrizionali …fin a che ..la cena è praticamente pronta ed è ora di assaggiare! Questi cibi semplici …ci sembrano buonissimi, super nutrienti e sani! Quando abbiamo aperto la pentola..di petronilla lo spezzatino era quasi pronto! E per chiudere ecco le ricette!

MICCA
Dose per 15 persone
1 kg di pane raffermo, 4 uova, 200 g di scarti di prosciutto, 200 g di farina, 50 g di prezzemolo, 50 gr di grana, 150 cl di latte. 0,30 euro a porzione ( 110 g di micca). Tagliare il pane a dadini e inumidire con latte. Mettere in una terrina con prezzemolo, formaggio, farina, ritagli di prosciutto tritato, impastare, formare delle palle di impasto e far riposare mezz’ra. Mettere le palle nel brodo bollente per 30 minuti, togliere dal brodo e tagliare a fette. Questo è il contorno dello stufato.

PAN TRITO
Dose per 15 persone
1 kg pane grattugiato, 100 g burro, 60 gr grana, 4 uova, 2l brodo. 0,20 euro a porzione. Mettete a bollire il brodo e versate a fontana il pane grattugiato mescolando. Cuocere mescolando per 10 min. Sbattere le uova col formaggio e gettare nella minestra continuando agirare. Servire aggiungendo burro/olio e spolverare con grana.
Grazie a Claudio per la passione con cui ci ha raccontato e dimostrato tanto sapere, grazie a tutti quanti per l’esperienza…faremo buon uso dei consigli!

domenica 10 luglio 2011

Arte&Arte

Arriviamo un pò in ritardo in Pinacoteca...sicuri che la cerimonia d'inaugurazione avrebbe tardato ad iniziare...ci sentiamo un pò a casa, veniamo così spesso!

Ma invece...ci sbagliamo, hanno già iniziato, quindi saliamo di corsa lo scalone di Palazzo...e troviamo nella seconda sala...un esplosione di colori...insolita!





Colori: portati dagli ospiti con i loro sgargianti abiti estivi e colori negli allestimenti!

Le opere fisse della pinacoteca...sono per questa volta una semplice, per quanto bellissima, scenografia: al centro dell'attenzione le opere di artigiani locali.



E così compaiono accanto a Raffaello, Signorelli, Ghiberti...anche le opere artistiche in ceramica del tifernate Luca Baldelli e di Alvaro Binaglia di Deruta, le stoffe del Casentino di TACS, i mobili artistici di Veronica Mariucci, ma non solo... stoffe pregiate con le produzioni di Busatti, sculture di Alberto Bufali e Franco Giorni, e opere d'arte del tifernate Elio Mariucci e dello Studio d'Arte Appia di Perugia.

A dare un'emozione vera ci sono loro, gli autori in carne ed ossa che si raccontano, forse anche troppo modestamente, e parlano in mezzo alla gente e partecipano anche loro all'itinerario di visita, ciascuno intervenendo al proprio turno. L'associazione fra un artigiano e un artista in pinacoteca oppure una specifica sala...non è mai casuale, sembra un gioco e ai bambini piace molto: divertiti riconoscono subito..."gl'intrusi" e quando il prof. Attilio Brilli, commentando l'allestimento dello scultore Giorni, fa una domanda al pubblico presente, ci manca poco che non alzano la mano e vogliono pure rispondere!!
Brilli ci domanda: sapete perchè queste opere si armonizzano così bene con le grottesche, e le scene dell'VIII salone del palazzo? perchè dice sono fortemente allegoriche, rappresentano temi senza tempo, gli stessi temi raffigurati alle pareti. Io sono veramente affascinata, non so se leggo delle allegorie ma vedo: una donna proiettata verso l'alto che cerca libertà, un'altra intenta in sapienti gesti quotidiani che con grande equilibrio usa degli oggetti, e poi bambini che giocano, che esultano che si spogliano! Si, Brilli ha proprio ragione! Le stesse allegorie dell'epoca classica!
Al termine di questa prima visita di apertura della mostra, nel giadino del Palazzo tutti si ritrovano per un aperitivo, due chiacchiere, un commento. Gli artigiani/artisti si confrontano fra di loro, doveva essere così anche nel rinascimento!
Così la casa/museo vive! Rivive! Gli intervenuti sono a loro agio: portare l'artigianato in una casa dell'arte è una grande idea democratica che avvicina le persone alla creatività e alla sperimentazione!
Così si è avviata la edizione 2011 di Percorsi d'Estate che vedrà la Pinacoteca, ma non solo, trasformarsi di volta in volta in qualche altra ambientazione! Durante questa prima serata c'è già chi si è messo a giocare a nascondino, chi a fare graffiti emulando quelli di Vasari, chi ha raccolto le chiocciole, chi ha approfittato per una piacevole conversazione, chi ha finalmente fatto conoscenza con i nuovi arrivati! Auguri e in bocca al lupo a Fabiana con Leonardo, alle Silvie, Isabella, Antonella, Debora, Alessandra per i vostri prossimi appuntamenti e per la vostra cooperativa!

Cuccioli da adottare!

Le prime volte che andavo a trovare a Borgo Coloti Anna e Franco, avevo una gran paura di Maya, una labrador nera...bellissima, la più bella della Valle del Carpina, padrona indiscussa del territorio, amica fedele e compagna di vita di Anna e Franco e di tutti gli ospiti viaggiatori avventori a Borgo Coloti!
Ma io avevo paura...quando lei mi veniva a prendere al cancello e mi faceva le feste!
Maya mi ha aiutato a riaquistare confidenza con i cani...di grande taglia! Anche i bambini si vantano di avere una amica così!...e io mi sento meno scema!
In questi primi giorni di luglio è diventata mamma per la prima volta...e siamo andati a trovarla!



Questa volta non è arrivata al cancello...era indaffarata con i suoi 5 cuccioli!
L'abbiamo trovata in casa al fresco, pensavamo fosse un pò gelosa...invece lei già abituata alla presenza di amici umani, grandi e piccoli, ha pensato bene di approfittare per andare a farsi un giretto...tanto i suoi cuccioli erano in buone mani!



Certo a Coloti c'è un bel da fare di questo periodo...perchè...anche mamma gatta ha fatto 7 gattini!

Per fortuna dice Anna, con questo caldo, si fa presto a fare la launderette!

Il tempo scorre veloce fra una chiacchera e l'altra...Anna dice che le sembra di fare sempre gli stessi discorsi insieme..ma così non è ! Ogni volta un tassello nuovo, un passo in più nel nostro complicato mestiere: il mestiere dell'accoglienza!...ma scappiamo a Città di Castello perchè alle 18 inaugura la stagione dei Percorsi d'Estate 2011 e vogliamo andare a dire in bocca al lupo anche ai nostri colleghi de Il Poliedro!

Ah, chiunque desideri adottare un cucciolo di gatto o cane..non ha che da scrivere a info@coloti.com !..ma un pò c'è da aspettare sono ancora piccolissimi e hanno bisogno della mamma!

giovedì 19 maggio 2011

La Cipolla di Cannara...ha fatto il giro del mondo in una cena!


Dopo un lungo inverno... finalmente è tornato il momento di stare fuori la sera, cenare all'aperto, godersi il freschetto in piazza.
Sabato 12 maggio a Cannara (PG) in piazza...si sono ritrovati per cena uno strano gruppetto di personaggi attirati dall'idea di fare il giro del mondo con una cena!


Chissà che cosa li ha attirati di più?

L'idea di assaggiare la buonissima Cipolla di Cannara elaborata in "tutte le salse"...alla maniera dei giapponesi, francesi, indiani, cubani, americani,





oppure il fatto che a cucinare fosse Jennifer: una private chef, una americana in Umbria amatissima e seguitissima nel suo blog Life Italian Style,







oppure la curiosità di conoscere ..questa "Tana Libera Tutti" di Cannara..di cui tanto si sente dire..ma non ci sono ancora mai stato a cena...oppure il fatto che l'invito lo avesse fatto di persona la Sindaca di Cannara?


Beh fatto sta...che ci siamo trovati in 25 persone circa, tutti diversi, tutti con le proprie curiosità, chi esperto di vini, chi di cucina, chi di politica locale, chi di bambini, chi di viaggi...

Non solo i piatti parlavano lingue di verse, anche le persone a dire il vero...provenienti da varie parti del mondo...chi più vicino chi più lontano, tutti d'accordo sul fatto che è stato un piacere!
A cena ..anche chi conosce Cannara come le sue tasche...anche chi per la Cipolla di Cannara lavora a disciplinari, politiche agricole, politiche commerciali...realizzazione di eventi...beh scoprirli ancora una volta stupiti di come è stata cucinata, di un gusto nuovo, di quanto è bella la piazzetta dell'ostello e quanto si sta bene...lascia proprio soddisfatti!
Lascia soddisfatti soprattutto i soci della cooperativa La Tana Libera Tutti per aver sperimentato ancora una volta una nuova collaborazione, una innovazione, la soddisfazione di essere stati come sempre all'altezza...seppur partiti da un certo...interessantissimo svantaggio!

Alla prossima!!!

foto di Federico Bibi