lunedì 30 gennaio 2012

Ricette ..anti crisi?!

Venerdì 27 gennaio ho partecipato al corso "La cucina al tempo della guerra" organizzato dalla Coopeartiva Sociale Il Poliedro nell'ambito di Percorsi d'Inverno.

Mi piace iniziare questo racconto di un pomeriggio davvero diverso…presentandovi i personaggi con cui abbiamo fatto un salto a ritroso nel tempo e molti in avanti! Poi vi spiegherò perche…



Per prime: Antonella e Gabriella, artefici dell’iniziativa, socie della cooperativa il Poliedro..padrone di casa! Eh sì perché proprio in una casa ci troviamo…veramente sarebbe un museo ma non sembra proprio…è una casa colonica vera, di cui Gabriella è la “custode” di quella che un tempo era una splendida economia domestica! Siamo a Garavelle a 1 Km da Città di Castello. La casa è completamente arredata, piena di attrezzi, piena, direi, di vita! Arriviamo in anticipo ma un bel fuoco acceso già ci attende e possiamo pure guardarci un po’ intorno!
Antonella arriva carica di oggetti, quelli che dovrebbero servirci per il corso di cucina! La aiutiamo a trasportarli sbirciando fra le cassette..ma … non riconosciamo niente di familiare per cucinare: perché ha una cassa intera di quotidiani? Perché c’è un cuscino, una cassa di legno? Un computer? Bah…
Ecco che arriva il cuoco…eh lo riconosco! Indossa inconfondibili pantaloni pie di pull…in un battibaleno mette in subbuglio la grande tavola della cucina e la riempie di altri oggetti, Claudio Facchi ( il cuoco) si prepara per l’arrivo dei partecipanti..che ad uno ad uno sbucano dalla porta di casa. L’atmosfera è rilassata, un sole bellissimo penetra dalle finestre, le persone sono perfettamente a loro agio sembrano aver frequentato questa casa … da sempre! Insomma non si sentono a disagio…il fuoco nel grande camino facilità i primi approcci fra i partecipanti … l’attenzione cade su un signore che ha già iniziato a raccontare storie del passato, storie della casa, del contado! Scoprirò dopo che questo “cantastorie” è Tommaso Bigi, proprio il direttore del Centro Garavelle! Incontenibile esperto della civiltà contadina!

Poi ci siamo noi i partecipanti al corso! Siamo una decina di curiosi, facce simpatiche, sorridenti, parlata “castelena”…tranne io e Michele che però veniamo facilmente adottati da queste belle “mamme e figlie” del posto!
Allora iniziamo la dimostrazione!
Claudio tira fuori una vecchia rivista e una tessera annonaria..e ci introduce così nell’Italia fascista post ’39, un’ Italia agricola, povera, in cui la figura della donna rappresentava la roccaforte del focolare domestico. Tempi pre e durante la seconda guerra mondiale, duri sotto tutti i punti di vista dove sacrifici e rinunce erano all’ordine del giorno. Tempi in cui l’olio di lino non si usava certo per lucidare il cotto, il sale non si buttava per le strade, la carne era razionata solo la domenica e nemmeno le parature venivano gettate, le pentole non si lavavano e i condimenti si riusavano.
La guerra aveva portato grandi privazioni, ma anche grandi invenzioni e quelle che Claudio va per illustrarci non sono certo ricette da corso di salvataggio, ma sicuramente ci insegnano a riappropriarci del senso vero delle cose, a fare risparmio e riuso in tempi come i nostri di nuova crisi, inoltre ci insegnano a non sprecare energia e a tenere l’attenzione sulla vera qualità dei cibi.
Cardine della cucina di guerra era il pane, modesto ma versatile, con il pane si preparavano piatti energetici e a poco prezzo.
Così durante il pomeriggio ci accingiamo a realizzare tre ricette “autarchiche” così come vengono dette:
La micca, il pantrito e lo stufato. 
Cuciniamo per 15 persone con 14 euro di materia prima. Senza usare energia elettrica. 
Beh…in realtà consumiamo elettricità per ascoltare le “canzonette” del tempo che ci fanno da sottofondo e che girano su un Mac…appoggiato sulla madia!
Mentre assistiamo alla dimostrazione, Claudio ci racconta di borsa nera, di sofisticazioni alimentari antiche e moderne, di chimica e fisica in cucina, sfata tanti luoghi comuni sull’alimentazione e inevitabilmente …anche noi cominciamo ad attingere alla memoria, ai ricordi dei nostri nonni e padri e raccontiamo aneddoti, testimonianze di vita vissuta, esce fuori una situazione per cui chi viveva in campagna rispetto a chi viveva in città aveva sempre da salvarsi dalla carestia, oggi invece se le industrie alimentari smettono di produrre, dopo 5 giorni la società occidentale non ha più di che mangiare! Ecco perché vi dicevo fare questo salto indietro nel tempo…ci ha permesso di andare avanti! Il tema della decrescita sostenibile..non è qualcosa che va di moda, ma una via d’uscita che ciclicamente si presenta.
L’esperienza più curiosa del pomeriggio è stata sicuramente la cucina dello stufato dentro una cassa di legno riempita di palline di carta isolante.
Una tecnica ingegnata negli anni delle guerre dalla dottoressa – cuoca Petronilla per risparmiare 500 ore di energia! I suoi consigli tornano utili anche oggi: un tempo sicuramente eccezionale! Il nostro tempo in cui se si fermano gli autotrasportatori rimaniamo senza cibi nei supermercati, il mercato agricolo-alimentare è completamente distorto, la crisi energetica la sperimentiamo ogni giorno, la produzione di troppi rifiuti ci renderà la vita impossibile anche sulla Terra!
In pratica per cuocere uno stufato di carne, invece di sprecare 3 ore di cucina a gas, bastano 15 minuti e poi basta inserire la pentola in un sacco dentro una cassa di legno isolata da giornali, un centinario di piccole palline di carta di giornale e un cuscino grande a coprire. In 3 ore si fa da solo! Il calore accumulato in 15 minuti, non disperso, viene rilasciato gradualmente e cuoce tutti gli ingredienti! Claudio ci insegna che possiamo cuocere così anche la pasta ...in molto meno tempo o che addirittura potremmo cucinare con la lavastoviglie e qualcuno già lo fa!
E così via, continuiamo fra arte di arrangiarsi e consigli nutrizionali …fin a che ..la cena è praticamente pronta ed è ora di assaggiare! Questi cibi semplici …ci sembrano buonissimi, super nutrienti e sani! Quando abbiamo aperto la pentola..di petronilla lo spezzatino era quasi pronto! E per chiudere ecco le ricette!

MICCA
Dose per 15 persone
1 kg di pane raffermo, 4 uova, 200 g di scarti di prosciutto, 200 g di farina, 50 g di prezzemolo, 50 gr di grana, 150 cl di latte. 0,30 euro a porzione ( 110 g di micca). Tagliare il pane a dadini e inumidire con latte. Mettere in una terrina con prezzemolo, formaggio, farina, ritagli di prosciutto tritato, impastare, formare delle palle di impasto e far riposare mezz’ra. Mettere le palle nel brodo bollente per 30 minuti, togliere dal brodo e tagliare a fette. Questo è il contorno dello stufato.

PAN TRITO
Dose per 15 persone
1 kg pane grattugiato, 100 g burro, 60 gr grana, 4 uova, 2l brodo. 0,20 euro a porzione. Mettete a bollire il brodo e versate a fontana il pane grattugiato mescolando. Cuocere mescolando per 10 min. Sbattere le uova col formaggio e gettare nella minestra continuando agirare. Servire aggiungendo burro/olio e spolverare con grana.
Grazie a Claudio per la passione con cui ci ha raccontato e dimostrato tanto sapere, grazie a tutti quanti per l’esperienza…faremo buon uso dei consigli!

domenica 10 luglio 2011

Arte&Arte

Arriviamo un pò in ritardo in Pinacoteca...sicuri che la cerimonia d'inaugurazione avrebbe tardato ad iniziare...ci sentiamo un pò a casa, veniamo così spesso!

Ma invece...ci sbagliamo, hanno già iniziato, quindi saliamo di corsa lo scalone di Palazzo...e troviamo nella seconda sala...un esplosione di colori...insolita!





Colori: portati dagli ospiti con i loro sgargianti abiti estivi e colori negli allestimenti!

Le opere fisse della pinacoteca...sono per questa volta una semplice, per quanto bellissima, scenografia: al centro dell'attenzione le opere di artigiani locali.



E così compaiono accanto a Raffaello, Signorelli, Ghiberti...anche le opere artistiche in ceramica del tifernate Luca Baldelli e di Alvaro Binaglia di Deruta, le stoffe del Casentino di TACS, i mobili artistici di Veronica Mariucci, ma non solo... stoffe pregiate con le produzioni di Busatti, sculture di Alberto Bufali e Franco Giorni, e opere d'arte del tifernate Elio Mariucci e dello Studio d'Arte Appia di Perugia.

A dare un'emozione vera ci sono loro, gli autori in carne ed ossa che si raccontano, forse anche troppo modestamente, e parlano in mezzo alla gente e partecipano anche loro all'itinerario di visita, ciascuno intervenendo al proprio turno. L'associazione fra un artigiano e un artista in pinacoteca oppure una specifica sala...non è mai casuale, sembra un gioco e ai bambini piace molto: divertiti riconoscono subito..."gl'intrusi" e quando il prof. Attilio Brilli, commentando l'allestimento dello scultore Giorni, fa una domanda al pubblico presente, ci manca poco che non alzano la mano e vogliono pure rispondere!!
Brilli ci domanda: sapete perchè queste opere si armonizzano così bene con le grottesche, e le scene dell'VIII salone del palazzo? perchè dice sono fortemente allegoriche, rappresentano temi senza tempo, gli stessi temi raffigurati alle pareti. Io sono veramente affascinata, non so se leggo delle allegorie ma vedo: una donna proiettata verso l'alto che cerca libertà, un'altra intenta in sapienti gesti quotidiani che con grande equilibrio usa degli oggetti, e poi bambini che giocano, che esultano che si spogliano! Si, Brilli ha proprio ragione! Le stesse allegorie dell'epoca classica!
Al termine di questa prima visita di apertura della mostra, nel giadino del Palazzo tutti si ritrovano per un aperitivo, due chiacchiere, un commento. Gli artigiani/artisti si confrontano fra di loro, doveva essere così anche nel rinascimento!
Così la casa/museo vive! Rivive! Gli intervenuti sono a loro agio: portare l'artigianato in una casa dell'arte è una grande idea democratica che avvicina le persone alla creatività e alla sperimentazione!
Così si è avviata la edizione 2011 di Percorsi d'Estate che vedrà la Pinacoteca, ma non solo, trasformarsi di volta in volta in qualche altra ambientazione! Durante questa prima serata c'è già chi si è messo a giocare a nascondino, chi a fare graffiti emulando quelli di Vasari, chi ha raccolto le chiocciole, chi ha approfittato per una piacevole conversazione, chi ha finalmente fatto conoscenza con i nuovi arrivati! Auguri e in bocca al lupo a Fabiana con Leonardo, alle Silvie, Isabella, Antonella, Debora, Alessandra per i vostri prossimi appuntamenti e per la vostra cooperativa!

Cuccioli da adottare!

Le prime volte che andavo a trovare a Borgo Coloti Anna e Franco, avevo una gran paura di Maya, una labrador nera...bellissima, la più bella della Valle del Carpina, padrona indiscussa del territorio, amica fedele e compagna di vita di Anna e Franco e di tutti gli ospiti viaggiatori avventori a Borgo Coloti!
Ma io avevo paura...quando lei mi veniva a prendere al cancello e mi faceva le feste!
Maya mi ha aiutato a riaquistare confidenza con i cani...di grande taglia! Anche i bambini si vantano di avere una amica così!...e io mi sento meno scema!
In questi primi giorni di luglio è diventata mamma per la prima volta...e siamo andati a trovarla!



Questa volta non è arrivata al cancello...era indaffarata con i suoi 5 cuccioli!
L'abbiamo trovata in casa al fresco, pensavamo fosse un pò gelosa...invece lei già abituata alla presenza di amici umani, grandi e piccoli, ha pensato bene di approfittare per andare a farsi un giretto...tanto i suoi cuccioli erano in buone mani!



Certo a Coloti c'è un bel da fare di questo periodo...perchè...anche mamma gatta ha fatto 7 gattini!

Per fortuna dice Anna, con questo caldo, si fa presto a fare la launderette!

Il tempo scorre veloce fra una chiacchera e l'altra...Anna dice che le sembra di fare sempre gli stessi discorsi insieme..ma così non è ! Ogni volta un tassello nuovo, un passo in più nel nostro complicato mestiere: il mestiere dell'accoglienza!...ma scappiamo a Città di Castello perchè alle 18 inaugura la stagione dei Percorsi d'Estate 2011 e vogliamo andare a dire in bocca al lupo anche ai nostri colleghi de Il Poliedro!

Ah, chiunque desideri adottare un cucciolo di gatto o cane..non ha che da scrivere a info@coloti.com !..ma un pò c'è da aspettare sono ancora piccolissimi e hanno bisogno della mamma!

giovedì 19 maggio 2011

La Cipolla di Cannara...ha fatto il giro del mondo in una cena!


Dopo un lungo inverno... finalmente è tornato il momento di stare fuori la sera, cenare all'aperto, godersi il freschetto in piazza.
Sabato 12 maggio a Cannara (PG) in piazza...si sono ritrovati per cena uno strano gruppetto di personaggi attirati dall'idea di fare il giro del mondo con una cena!


Chissà che cosa li ha attirati di più?

L'idea di assaggiare la buonissima Cipolla di Cannara elaborata in "tutte le salse"...alla maniera dei giapponesi, francesi, indiani, cubani, americani,





oppure il fatto che a cucinare fosse Jennifer: una private chef, una americana in Umbria amatissima e seguitissima nel suo blog Life Italian Style,







oppure la curiosità di conoscere ..questa "Tana Libera Tutti" di Cannara..di cui tanto si sente dire..ma non ci sono ancora mai stato a cena...oppure il fatto che l'invito lo avesse fatto di persona la Sindaca di Cannara?


Beh fatto sta...che ci siamo trovati in 25 persone circa, tutti diversi, tutti con le proprie curiosità, chi esperto di vini, chi di cucina, chi di politica locale, chi di bambini, chi di viaggi...

Non solo i piatti parlavano lingue di verse, anche le persone a dire il vero...provenienti da varie parti del mondo...chi più vicino chi più lontano, tutti d'accordo sul fatto che è stato un piacere!
A cena ..anche chi conosce Cannara come le sue tasche...anche chi per la Cipolla di Cannara lavora a disciplinari, politiche agricole, politiche commerciali...realizzazione di eventi...beh scoprirli ancora una volta stupiti di come è stata cucinata, di un gusto nuovo, di quanto è bella la piazzetta dell'ostello e quanto si sta bene...lascia proprio soddisfatti!
Lascia soddisfatti soprattutto i soci della cooperativa La Tana Libera Tutti per aver sperimentato ancora una volta una nuova collaborazione, una innovazione, la soddisfazione di essere stati come sempre all'altezza...seppur partiti da un certo...interessantissimo svantaggio!

Alla prossima!!!

foto di Federico Bibi

giovedì 31 marzo 2011

A San Savino dalla tavolozza...alla brace!


Il 9 aprile un’asta dei dipinti realizzati concluderà il 1° Corso dei Bimbi Illustratori e il 16 aprile un’esercitazione sulla tipica Colazione Pasquale Umbra aprirà l’interesse al 1° corso per i CuochinErba, previsto per giugno.


Sabato 9 aprile 2011 alle ore 17:30 presso il Circolo della Proloco di San Savino del Lago, terminato il “1° corso per bimbi illustratori” magistralmente tenuto per sei mesi dall’artista Moreno Chiacchiera per allievi dai 6 ai 12 anni, sarà battuta da Gianni Dentini l’Asta dei Dipinti che i bimbi hanno concepito, cui seguirà una piccola lotteria con ricchi premi in palio ed un brindisi in loro onore, offerto dalla Proloco.
Il ricavato dell’asta sarà destinato a sistemare almeno in parte il tetto della ex scuola.

Il sabato successivo 16 aprile, dalle 15:00 alle 18:00, sempre presso il circolo della Proloco di San Savino, ci sarà un primo assaggio del corso per “CuochinErba” che Lara Zoppitelli, coadiuvata dalle Cuoche di Paese, terrà a giugno. Aperto a tutti i bimbi dai 6 ai 13 anni (sono ammessi al massimo 15 partecipanti e la quota di partecipazione è di 10,00 euro) questo primo corso introduttivo prevede la preparazione della Colazione di Pasqua, nel rigoroso rispetto della tradizione umbra.
Il breve programma del 16 aprile contempla la conoscenza degli ingredienti necessari, la preparazione dell’impasto, l’attesa della lievitatura merendando, la trascrizione delle ricette, la decorazione delle uova, l’addobbo della tavola e, dulcis in fundo, la cottura della torta pasquale che sarà portata a casa per mangiarla la mattina successiva.

Il 1° Corso di Cucina per CuochinErba, che si propone di formare i bimbi alla conoscenza dei vari piatti della più genuina Cucina Umbra, sarà guidato da Lara Zoppitelli, sempre coadiuvata dalle Cuoche di Paese, nei giorni 14, 16 e 18 giugno: avremo occasione di scriverne prima che finisca l’anno scolastico.

Per notizie, prenotazioni, adesioni a tutti questi eventi: Gigliola Betti 333 6593644

lunedì 21 marzo 2011

Primavera di fiori al museo


Nonostante un freddo ancora intenso, ieri siamo andati a cercare la primavera in Pinacoteca a Città di Castello. Il museo è stato l’affascinante cornice di un curioso e suggestivo percorso per conoscere il linguaggio dei fiori e la rinascita della natura.

Per l’occasione le sale della pinacoteca sono state abbellite con gusto e fantasia da fiorai locali con decori e composizioni floreali. Silvia e Isabella , socie della cooperativa Il Poliedro, ci hanno fatto scoprire la simbologia di fiori, frutti e piante che usavano gli artisti nel passato per impreziosire le loro opere arricchendole di elementi carichi di significato, sia per quanto riguarda la cristianità che l’araldica.

Ho dovuto prendere appunti...perchè non immaginate quanti simboli! Nulla lasciato al caso...più che opere d'arte, al termine della visita, mi sono sembrate messaggi criptati!!
Ad esempio nella pala di Giorgio Andrea di Bartolo raffigurante La Madonna del Latte, che tante altre volte avevo osservato, per la prima volta l'attenzione viene posta non sul Bambino disegnato come un piccolo uomo ( bruttino a dire il vero), non sul seno della madonna che sembra staccato dal corpo della donna a simboleggiare il distacco fra l'essere umano e il divino, ma sulla VERZURA su cui è seduta la madonna! Su questa verzura il pittore dipinge piccole campanule bianche e delle fragoline di bosco. Le campanule infatti sono conosciute anche come Calici della Vergine perchè sembrerebbe che assetata potè bere solo la rugiada racchiusa in queste campanule. Le fragoline invece hano tutto un significato simbolico: la foglia tilobata rocorda la trinità del suo figlio, il fiore bianco la sua purezza, il frutto rosso la passione sempre del figlio. Per quel che mi riguarda le fragoline di bosco sono legate al ricordo di bellissime passeggiate con gli amici nei sentieri del Pratomagno quando svuotavamo le borracce dall'acqua per metterci le fragoline appunto e poi casa farci la marmellata o la guarnizione del gelato!!
Comunque, andando avanti, ne scopro delle altre!
Di fronte al Gonfalone della Trinità di Raffaello raffigurante in un lato
la scena della Creazione di Eva, con Dio Padre che estrae la costola dal corpo di Adamo, troviamo un alestimento floreale con foglie di fico, ovviamente. Silvia ci fa notare che molto probabilmente il frutto proibito mica era una mela? Ma un fico, scusa! Si coprono con la foglia di fico e allora ci sarà stato un albero di fico mica un melo? Mi sembra giusto. Siamo rimasti un pò così a bocca aperta...Tra l'altro come frutto della passione il fico...è bel più allusivo di una mela! Anzi il fiore del fico! Quella cosa buonissima è un'infiorescenza in realtà!
Tante altre curiosità ho appreso: su cardi, querce, alloro, ulivo, gigli, violette, melograni, mele cotogne, pere, cetrioli, uva, limoni, pigne tutto dentro alla pinacoteca! Sembra un mercato, più di un museo, vero?



sabato 5 marzo 2011

Ci vedemo n'pinacoteca


Per tutti gli appassionati della tradizione locale, sabato 5 marzo 2011 alle ore 17.00 a Città di Castello (PG), l'ultimo
dei tre appuntamenti con "Ci vedemo 'n Pinacoteca".
Grande successo per i primi due incontri tenutosi presso Palazzo Vitelli alla Cannoniera,
dove Dino Marinelli ha saputo affascinare con storie ed aneddoti le tante persone presenti alle
serate.
Merito del successo, la capacità narrativa di Dino Marinelli, profondo conoscitore delle
tradizioni popolari che ogni volta riesce ad incuriosire i partecipanti con i racconti che fanno parte
della tradizone "castelana" e che senza personaggi come lui sarebbero andati perduti.
Tutto giocato sul filo del divertente e per alcuni incomprensibile, dialetto tifernate gli
appuntamenti con "Ci vedemo 'n Pinacoteca" sono apprezzati da chi ha vissuto l'esperienza diretta
del passato ma soprattuto dai più giovani che sono attratti dal desiderio di conoscere le proprie
radici e che a volte si trovano a sentir raccontate vicende di cui sono stati protagonisti i loro nonni.
La serata avrà la sua dolce conclusione con un gustoso aperitivo.
Ricordando che la partecipazione all'evento è gratuita aspettiamo tutti coloro che vorranno
passare un sabato all'insegna della tradizione.
Per avere ulteriori informazioni potrete recarvi in Pinacoteca comunale a Città di Castello, o
telefonare a Poliedro Cultura, ai numeri 075 8520656 – 075 8554202 dal martedì alla domenica,
10.00-13.00 15.00-18.00.
E-mail: cultura@ilpoliedro.org
La Pinacoteca la trovi anche su facebook. Iscriviti al gruppo “Pinacoteca comunale di Città di
Castello/ Eventi e Didattica”, e sarai aggiornato su tutte le iniziative culturali del museo.